Il genere
romantico può essere in gran parte identificato con la
commedia, che ha tra le sue caratteristiche lo scontro tra sessi.
E' infatti la dialettica serrata tra uomo e donna il tratto connotante di queste pellicole, prima durante e dopo il corteggiamento, tra equivoci, intrighi, ostacoli procurati da famiglia e società, verso l'inevitabile lieto fine, con toni che possono avvicinarsi anche al melodramma, tuttavia senza mai raggiungerne l'intensità.
Le trame generalmente partono da una situazione semplice che mano a mano si complica, fino ad un punto in cui la soluzione dell'intreccio sembra impossibile per i due protagonisti.
Le ambientazioni sono, se non lussuose, quantomeno sempre ben curate, con musica e perfino condizioni atmosferiche a sottolineare lo stato d'animo dei protagonisti, solitamente professionisti affermati in posizioni desiderabili o geni in cerca di successo destinato ad arrivare, solitamente grazie al partner.
Particolarmente importante la caratterizzazione del personaggio femminile, di volta in volta
"Cenerentola" alla ricerca dell'uomo della vita (
Audrey Hepburn in
"Sabrina" di
Billy Wilder ma anche
Renée Zellweger nei panni della buffa
Bridget Jones), oppure ricca viziata destinata a scontrarsi con un uomo che le tiene testa (
"Accadde una notte" di
Frank Capra) o della ragazza rozza e povera educata ai modi dell'alta società (
"My fair lady" di
George Cukor).
Legato più ai singoli attori che ai registi, il genere romantico ha fatto la fortuna di star degli anni d'oro di Hollywood come
Cary Grant o
Doris Day e, dopo un periodo tra gli Anni '60 e '70 in cui il cinema americano era impegnato in altri generi (un'eccezione in tal senso può essere
"A piedi nudi nel parco"), di nuovi "eroi romantici" come
Meg Ryan e
Hugh Grant negli Anni '90.