Io ero un nemico dei grandi studios, credevo in un uomo in un film. Pensavo che un uomo dovesse fare il film e che quell'uomo fosse il regista. Io proprio non potrei accettare l'idea dell'arte come un comitato, potrei accettare l'arte solo come estensione di un individuo - Frank CapraCelebre regista statunitense dai nativi italiani, monumento del cinema mondiale, pluripremiato con numerosi riconoscimenti internazionali,
Frank Capra (vero nome
Francesco Rosario Capra) nel corso di 40 anni di onorata carriera ha dato alla luce alcuni dei più famosi e celebrati capolavori della storia del cinema come in particolare
"La vita è meravigliosa",
"Arsenico e vecchi merletti" e
"Accadde una notte".
Il cineasta, nato in Sicilia nel 1897 e trasferitosi ancora bambino negli Stati Uniti, riuscì a fondere sapientemente, nelle sue opere più significative, elementi di commedia brillante e sofisticata ad una dottrina morale e comportamentale basata sui più alti ideali di giustizia e di amore verso il prossimo, che concorsero a definire nell'arco di qualche lustro un vero e proprio modello stilistico e narrativo, divenuto poi solido punto di riferimento per molti dei registi a venire.
Quasi sempre supportato da attori di primissimo piano come
Clark Gable,
Cary Grant, ma soprattutto
Gary Cooper e
James Stewart,
Frank Capra è riuscito a dar vita attraverso corpo e spirito di questi "mostri sacri" del cinema a storie universali e senza tempo in cui qualsiasi persona di qualsiasi ceto o cultura potesse rispecchiarsi. Queste sue qualità lo resero molto popolare e amato da tutti e lo proiettarono verso la conquista di ben tre
Oscar come regista e di innumerevoli nomination al seguito.
La sua carriera cinematografica, che iniziò con una prima assunzione ad Hollywood come operaio, si definì di li a breve quando, rispondendo ad un annuncio su un giornale, riuscì a realizzare il suo primo cortometraggio.
Il suo esordio nel lungometraggio non tardò ad arrivare, ancora in piena era del muto, con la pellicola del 1926 già di grande impatto e successo
"La grande sparata" che regalò tra l'altro un'effimera fama all'attore comico
Harry Langdon, il quale bissò il successo anche nel secondo film in collaborazione col regista italo-americano dal grottesco titolo italiano
"Le sue ultime mutandine".
Se le prime opere di
Capra si alternano tra il comico e il sentimental-drammatico, tutte comunque mettono già in luce alcuni degli aspetti più caratteristici del substrato morale e ideologico che racchiude ogni suo film, ovvero un persistente contrasto tra un una società industrializzata e corrotta o perlomeno cinica e un'America umile e subalterna che mantiene ancora intatti i valori più puri e sinceri dell'essere umano.
Ad ogni modo, dopo una serie di pellicole dall'alterna fortuna, la sua carriera trovò un primo punto di svolta grazie all'incontro professionale con l'emergente attrice e futura diva
Barbara Stanwyck con la quale girò un trittico di film molto significativo (
"Femmine di lusso",
"La donna del miracolo" e
"Proibito") che spicca per un lavoro molto intenso sull'approfondimento psicologico dei personaggi e una progressiva sofisticazione dei meccanismi comici che si raffineranno sempre di più, grazie alla collaborazione a partire dal 1932, con lo sceneggiatore
Robert Riskin.
L'opera che però portò
Capra alla ribalta internazionale, tra l'altro bagnata da una pioggia di
Oscar, fu il film intitolato
"Accadde una notte" (1934) con
Clark Gable e
Claudette Colbert.
Il film che presenta il classico percorso amoroso dei protagonisti che prima apparentemente si detestano perché provenienti da realtà sociali differenti, ma poi pian piano inevitabilmente si innamorano è considerato uno dei capostipiti della
screwball comedy, ovvero della commedia sofisticata, uno dei generi che farà la fortuna di Hollywood.
Con il citato
"Accadde una notte",
Capra diede inizio al suo periodo d'oro in cui, nell'arco di una decina d'anni, fu in grado di realizzare tutti i suoi film più significativi che troveranno il loro culmine artistico con le due pellicole
"Arsenico e vecchi merletti" e
"La vita è meravigliosa", suo film più famoso e manifesto della sua poetica.
Nel 1936, diresse
"E' arrivata la felicità", che può essere considerato il primo di un gruppo di film in cui
Capra esacerba e stilizza ancor di più la sua "dottrina" di buoni sentimenti e nobili ideali che, pur nella loro apparente ingenuità, vengono diluiti in una sempre brillante ed equilibratissima sceneggiatura in cui tutti gli ingredienti, dal comico al drammatico, dal tragico al farsesco si fondono perfettamente riuscendo a dar vita a dei veri e propri capolavori come
"L'eterna illusione",
"Mr. Smith va a Washington" e
"Arriva John Doe".
Gli ultimi due capolavori di
Capra sono anche i suoi film più conosciuti.
Nel 1944 è la volta di
"Arsenico e vecchi merletti", commedia nera e irresistibile parodia degli stilemi horror e gialli che si giova dell'irresistibile e spumeggiante mimica di
Cary Grant alle prese con due nonnine killer e altri personaggi grotteschi che gli si pongono innanzi.
Ma il film più rappresentativo, come già detto, e per certi versi testamento morale e spirituale del regista è
"La vita è meravigliosa" dove
Capra conduce il suo attore più amato e utilizzato,
James Stewart, attraverso un tortuoso percorso di caduta, redenzione e risoluzione finale del protagonista emozionalmente avvincente ma alla fine consolatorio e rassicurante che lascia lo spettatore con il desiderio di esclamare più e più volte il paradigma che dà il titolo al film.
Contemporaneamente al suo ultimo capolavoro, il cineasta lavorò anche ad un corposo e propagandistico documentario bellico dal titolo
"Why we fight" ("
Perché combattiamo") quindi proseguì la sua ultima parte di carriera con film non troppo ispirati come
"E' arrivato lo sposo" o
"Un uomo da vendere", ma con una fiammata d'orgoglio finale che lo vide ancora abile nel dirigere il remake di una sua commedia degli anni 30
"Signora per un giorno" uscita in Italia col titolo
"Angeli con la pistola".
(
Alberto Scalcon)