Clint Eastwood è una leggenda vivente. I più giovani probabilmente conoscono il suo nome, oltre che per i film di cui è stato protagonista, anche per la canzone di successo che il "gruppo virtuale" britannico
Gorillaz gli ha dedicato nel loro album d'esordio.
Clint Eastwood è ormai talmente celebre e apprezzato nel mondo del cinema che la sua fama sconfina ben al di là dello schermo cinematografico ed entra nell'immaginario collettivo di diverse generazioni.
Nato il 31 maggio 1930 a San Francisco, California, USA, prima di diventare l'idolo dello spaghetti-western con la sua smorfia da duro e il suo sguardo di ghiaccio, si è cimentato in diversi lavori, dal boscaiolo in una segheria al conducente di camion, da trombettista jazz a soldato nella
United States Army.
La sua carriera d'attore comincia quando due suoi compagni d'armi, gli attori
David Jensen e
Martin Milner, lo incoraggiano a fare un provino per la
Universal, con la quale, nel 1954, firma un contratto di 75 dollari a settimana per interpretare una serie di
B-Movies horror, spesso senza nemmeno essere accreditato nei titoli di coda.
Quattro anni dopo però, la sorte di
Clint Eastwood cambia. Mentre va a trovare un amico negli studi della CBS, viene notato da un dirigente che ritiene che quel giovane dai tratti duri e spavaldi sia assolutamente adatto per interpretare il cowboy Rowdy Yates nella serie televisiva
"Rawhide". Dopo circa duecento episodi in cui ha indossato i panni del cowboy, le porte del cinema internazionale si spalancano per il giovane attore quando nel 1964
Sergio Leone lo sceglie per interpretare l'eroe del West nei suoi film spaghetti-western. Ed ecco allora che arrivano capolavori come
"Il Buono, il Brutto e il Cattivo",
"Per un pugno di dollari" e
"Per qualche dollaro in più ". Ma arrivano per Eastwood anche ruoli di cowboy metropolitano grazie al regista
Don Siegel, che insieme all'attore rilancia il genere poliziesco negli anni '70 con film come
"Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!".
Alla fine degli anni '60
Clint Eastwood fonda una sua casa di produzione, la
Malpaso, con la quale produrrà una serie di film da lui stesso interpretati e diretti, nonostante il primo lungometraggio che esce dalla Malpaso, il thriller
"Brivido nella notte", non abbia avuto un grande successo.
La critica americana stroncherà spesso i suoi lavori successivi, almeno fino alla fine degli anni '80, mentre in Europa la sua filmografia è sempre stata molto apprezzata, tanto da venir considerato l'erede di grandi registi americani "di genere" come John Ford e Don Siegel.
Clint Eastwood decide di smettere di lavorare come attore per altri registi soltanto all'inizio degli anni '90:
Wolfgang Petersen è l'ultimo cineasta che ha occasione di dirigerlo nella pellicola di successo
"Nel centro del mirino" nel 1993.
Lungo gli anni '70 e '80 la sua carriera è stata costellata di film importanti e intensi, così come intensa è stata la rivalità artistica con l’attore
Burt Reynolds, col quale infine ha lavorato insieme nel film
“Per piacere…non salvarmi più la vita” di
Richard Benjamin. Ma il curriculum di
Clint Eastwood è talmente ampio che non si può fare altro che citare solo alcune delle collaborazioni con i registi più famosi del cinema internazionale, come
Michael Cimino, per esempio, che nel 1974 lo fa recitare in
“Una calibro 20 per lo specialista”. Anche perché non si possono trascurare i successi che Eastwood ha ottenuto e continua tuttora ad ottenere dietro la macchina da presa.
Il suo capolavoro viene da molti considerato il film
“Gli Spietati”, del 1993, col quale vince l'Oscar come miglior regia e come miglior film e la nomination come miglior attore protagonista. Come ogni buon regista, Eastwood mette un’attenzione particolare nella scelta delle musiche, e dai suoi film traspare sempre come la sceneggiatura sia impeccabile nella ricerca della perfezione nella struttura narrativa. Tutto ciò è dimostrato dal fatto che grandi attori si affidano a Eastwood regista:
Maryl Streep in
“I Porti di Madison County” e
Kevin Costner in
“Un Mondo Perfetto”, solo per fare alcuni nomi.
Nel frattempo la sua vita sentimentale conosce diversi alti e bassi. Nel 1978 divorzia da Maggie Johnson, con la quale aveva avuto due figli, e ha una serie di relazioni con varie attrici, tra cui
Sandra Locke, con la quale recita in
“Coraggio…fatti ammazzare” del 1983. Con
Frances Fisher avrà poi una figlia, con
Roxanne Tunis un figlio e con
Jacelyn Reeves ne avrà altri due. Dal 1996 è sposato con una giornalista, Diana Ruiz. Se è vero che fin da giovane
Clint Eastwood ha sempre svolto mestieri diversi, è pur vero che, nel corso degli anni, non pare abbia perso la voglia di cimentarsi in esperienze lavorative nuove, tant’è che dal 1986 al 1988 è stato sindaco della cittadina Carmel-by-the-Sea, in California, dove possiede un ranch.
Il 2000 è l’anno della consacrazione definitiva di Eastwood come maestro del cinema mondiale: con alle spalle film come
“Fino a prova contraria” e
"Space Cowboys" il Festival di Venezia gli riserva infatti il Leone d’Oro alla Carriera. Ma la sua carriera è tutt’altro che finita. Eastwood non riposa mai, e dopo aver girato un film autentico e profondo come
“Mystic River”, che indaga la psicologia di un uomo segnato dalle violenza sessuali subite da bambino, sforna
“Million Dollar Baby”, con
Hilary Swank e
Morgan Freeman, che gli ha fruttato una pioggia di altri riconoscimenti, 4 Oscar, fra cui, così come era stato per
"Gli Spietati", quelli come miglior regia e miglior film.
Prolifico e determinato, Eastwood ha replicato nel 2007 il successo di pubblico e critica dei suoi film precedenti con
“Flags of Our Fathers” e con
“Lettere da Iwo Jima”, pellicole che raccontano la stessa battaglia di Iwo Jima da due punti di vista opposti, quello americano nel primo, e quello giapponese nel secondo.
(Davide Ricchiuti)