Sono sempre contenta, la sera, di lasciare il personaggio e avere la mia vita. Non sono coinvolta così tanto coi personaggi, è già abbastanza dura vivere con loro per l'intera giornata. - Catherine DeneuvePiù che una celebrità,
Catherine Deneuve è diventata la quintessenza di un certo cinema francese, volto austero, elegante, provocante ed enigmatico di quella Parigi che non abbandonerà mai, resistendo anche alle lusinghe di Hollywood.
Catherine Dorléac nasce a Parigi il 22 ottobre 1943. E' figlia d'arte: i genitori sono gli attori
Maurice Dorléac e
Renée Deneuve, e anche le sue tre sorelle
Françoise, Sylvie e Danielle sceglieranno la strada della recitazione. Proprio per distinguersi da loro, in particolare da Françoise, con cui non ha un buon rapporto, Catherine adotterà il cognome materno.
Il suo precoce debutto nel cinema avviene nel '57, con il film
"Les Collégiennes di
André Hunebelle, a cui seguono piccoli ruoli in film minori, come
"Le petits Chats",
"L'Homme à femmes",
"Les Parisiennes". Nel '62 gira
"La Vice et la vertu" di
Roger Vadim, con cui ha una relazione da cui il 18 giugno 1963 nascerà un figlio, Christian. Negli stessi anni lavora con
Claude Chabrol in
"Le più belle truffe del mondo", affianca
Jean Paul Belmondo in
"Caccia al maschio" e viene diretta da
Roman Polanski in
"Repulsion". Intanto la storia con Vadim finisce e nel '65 la Deneuve sposa il fotografo e regista
David Bailey, da cui divorzierà nel '72.
Se la vita sentimentale non è facilissima, la carriera procede senza intoppi: gira insieme a
Philippe Noiret, a cui la lega una forte amicizia,
"L'amata sul sofà", ed è spesso compagna di set di
Michel Piccoli, con cui recita in
"Les Créatures",
"Josephine" e, soprattutto, nel film che la renderà una stella:
"Bella di giorno" di
Luis Buñuel, la scandalosa storia di Séverine, una fredda borghese, moglie di un medico, che per tre ore al giorno si prostituisce in una casa d'appuntamenti. Grazie al successo della pellicola, comincia a lavorare anche all'estero: è accanto ad
Ava Gardner e
James Mason in
"Mayerling", ma non lascia la Francia e il suo cinema.
Negli stessi anni inizia il sodalizio artistico e umano con
François Truffaut, che la vuole in
"La mia droga si chiama Julie". Fa qualche altro tentativo americano, con
"Sento che mi sta succedendo qualcosa" (69) e
"Un gioco estremamente pericoloso", ma i ruoli che le vengono proposti non la entusiasmano, così decide di tornare in Europa, dove torna a lavorare con
Buñuel in
"Tristana", e dove, sul set di
"la cagna" di
Marco Ferreri, incontra
Marcello Mastroianni. Dalla relazione con l'attore italiano nascerà, il 28 maggio 1972,
Chiara, oggi anche lei bella e apprezzata attrice. Con Mastroianni la Deneuve girerà anche
"Niente di grave, suo marito è incinto" (73) e
"Non toccate la donna bianca" (74).
Lavora ancora in Italia, con
Dino Risi (
"Anima persa") e
Sergio Citti (
"Casotto", e poi di nuovo con Truffaut in
"L'ultimo metrò", per il quale vince un César e un David di Donatello. Nel 1986, in occasione del bicentenario della nazione francese, viene scelta come volto di Marianne, simbolo della repubblica, succedendo a
Brigitte Bardot. A questa
soddisfazione segue qualche anno dopo quella per la nomination all'Oscar come attrice protagonista per
"Indocina" di Wargnier. Non vince ma, continua ad apparire in film di qualità, come
"Il convento" (95),
"Ritorno a casa" (2000) e
"Un film parlato" (2003) di
Manoel De Oliveira, e ad aggiudicarsi altri premi, come la Coppa Volpi a Venezia per
"Place Vendome" (98) e l'Orso d'argento a Berlino per
"Otto donne e un mistero" (2002), atipico musical che fa il paio con l'altro grande film musicale che aveva interpretato nel 2000,
"Dancer in the Dark", di
Lars Von Trier.
Nel 2004, dopo
"I tempi che cambiano", pubblica il suo diario
A l'ombre de moi-meme e intanto continua a dedicarsi, oltre che al cinema (e alla televisione: nel 2006 appare in alcuni episodi di
"Nip/Tuck") a un'altra sua passione, quella di disegnatrice di occhiali, scarpe e gioielli. Il mondo della moda, del resto l'ha sempre amata: amica e testimonial storica di
Yves Saint Laurent, è stata scelta per l'ultima campagna
Luis Vuitton dove, ancora algida e bellissima, interpreta quello che è sempre stata: una donna in viaggio.
(
Letizia Bognanni)